HISTOIRE TITRE: La nostra prima volta 
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HISTOIRE

La nostra prima volta

by boboloebobola
Vu: 76 fois Commentaires 1 Date: 01-06-2026 Langue : Language

La prima volta era stata una scelta fatta insieme, una fantasia nata in una notte di coccole e sussurri, che ora prendeva vita nel tepore della loro camera. Bobola era distesa sul letto, la testa appoggiata a un cuscino di piume, gli occhi che cercavano quelli di Bobolo, inginocchiato a pochi passi. Indossava solo la gabbietta di castità, un delicato gioiello d'acciaio che luccicava nella penombra, e il suo sguardo era colmo di amore e di una fiducia assoluta.

L'amante, un amico di vecchia data che conosceva la loro dinamica, era accanto a lei. Le sue mani erano gentili mentre accarezzavano la pelle morbida del ventre di Bobola, tracciando cerchi lenti che la facevano fremere.

— Sei pronta, amore mio? — chiese Bobolo, la voce calda ma leggermente tesa.

Bobola annuì, un sorriso dolce sulle labbra. — Sì, amore. Ma solo se anche tu lo sei. Ricorda: è un gioco che facciamo insieme.

— Lo so — rispose lui, sentendo il cuore battere all'unisono con il suo. — Voglio vederti godere. Voglio essere qui per te, anche se non posso toccarti.

L'amante si chinò su Bobola, baciandole il collo con lentezza, mentre una mano le scivolava tra le cosce. Lei sospirò, aprendosi al tocco, e le sue dita si intrecciarono con quelle di Bobolo, che da lontano seguiva ogni movimento.

— Sentilo, Bobola — mormorò Bobolo, la voce roca di desiderio represso. — Sentilo che ti accarezza. Io sono qui, guardo ogni tuo respiro.

Lei gemette, il bacino che si sollevava incontro alla mano dell'uomo. — Lo sento… ma sento anche te, Bobolo. I tuoi occhi su di me sono come una carezza.

L'amante introdusse un dito dentro di lei, poi due, mentre con il pollice stimolava il clitoride. Bobola ansimò, le gambe che tremavano, e strinse la mano del marito più forte.

— Parlami — sussurrò lei. — Dimmi cosa provi.

— Provo amore — rispose Bobolo, la gabbietta che premeva inutile contro il suo sesso eretto. — Ti amo così tanto che vedere il tuo piacere è il mio piacere. Sei bellissima, Bobola. Sei la mia regina.

L'amante si posizionò sopra di lei, il pene duro che sfiorava l'ingresso della sua vagina. Bobola guardò Bobolo, cercando la sua approvazione. Lui annuì, un sorriso complice e un luccichio di lacrime di felicità negli occhi.

— Entra — disse Bobola all'amante, ma i suoi occhi non lasciavano quelli del marito.

L'uomo la penetrò con una spinta lenta e profonda, riempiendola completamente. Bobola emise un gemito lungo, il corpo che si inarcava come un arco. Bobolo trattenne il fiato, la mano di lei ancora nella sua.

— Come ti senti? — chiese Bobolo, la voce rotta dall'emozione.

— Piena… — ansimò lei. — E amata. Ti sento dentro di me, Bobolo. Sei qui, anche se non sei dentro di me.

L'amante iniziò a muoversi, un ritmo costante che faceva sobbalzare il materasso. Bobola chiuse gli occhi un istante, poi li riaprì per fissare il marito.

— Guardami — mormorò lui. — Non smettere mai di guardarmi.

— Non lo farò — promise lei, mentre l'orgasmo cominciava a montare come un'onda.

Le spinte divennero più rapide, più profonde. Bobola afferrò i capelli dell'amante e lo baciò, ma il suo sguardo tornava sempre a Bobolo, che seguiva ogni movimento con gli occhi lucidi.

— Sto per venire — gemette lei. — Vieni con me, Bobolo. Anche se non puoi, vieni con me.

— Sì, amore mio — sussurrò lui, sentendo il proprio corpo vibrare di empatia. — Lasciati andare. Io sono qui.

L'orgasmo la travolse come un'onda di calore, il corpo che tremava in una serie di spasmi mentre l'amante continuava a muoversi dentro di lei. Bobola gridò, il nome del marito mescolato a gemiti incoerenti.

Quando l'uomo si ritrasse, esaudo e sudato, Bobola si girò verso Bobolo, tendendogli la mano. Lui si alzò e le si sdraiò accanto, abbracciandola. Lei appoggiò la testa sul suo petto, sentendo il battito accelerato del suo cuore.

— Grazie — mormorò Bobola, baciandogli il collo. — Grazie per avermi permesso di vivere questo con te.

— Grazie a te — rispose lui, accarezzandole i capelli. — Per esserti fidata di me. Per avermi incluso in ogni istante.

Lei sorrise, sollevando la testa per guardarlo negli occhi. — Sei sempre con me, Bobolo. Anche quando non sei dentro di me. Sei il mio compagno, il mio amore, il mio tutto.

Lui la baciò, dolcemente, mentre la gabbietta premeva contro la sua coscia nuda. — E tu sei la mia regina. Sempre.

E in quel momento, nella penombra della stanza, la loro complicità era più forte di qualsiasi atto fisico. La gabbietta non era una prigione, ma un simbolo della loro fiducia reciproca. E quella prima volta era solo l'inizio di un viaggio che avrebbero percorso insieme, mano nella mano, cuore contro cuore.

AJOUTéS 1 COMMENTAIRES:
  • avatar Giocatore77 Mi ricorda molto la mia prima volta. La racconto nei miei racconti sul mio profilo

    02-06-2026 00:03:55






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