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FRANCE


HISTOIRE

La strada interrotta.

by oibo
Vu: 90 fois Commentaires 0 Date: 19-10-2026 Langue : Language

Si chiama così perché una parte è franata molti anni fa e, visto che si trova al confine tra il parco nazionale del Circeo e le città di Sabaudia e Latina, sono quasi quarant'anni che giocano a scarica barile. L'unica che ci ha guadagnato è la natura, che piano piano è rientrata in possesso di ciò che le era stato tolto. Ad oggi, per me è il miglior tratto di mare: l'acqua è stupenda e la macchia mediterranea è selvaggia. È il mio posto preferito. È vero, bisogna camminare un po', ma ne vale la pena. In questo periodo, con l'acqua così pulita, è pieno di telline: basta affondare le mani in venti centimetri d'acqua per trovarle. Quella mattina, mi portai pinne e maschera: c'è un punto in cui ci sono delle rocce a duecento metri dalla riva e si trovano belle cozze e lumache a una profondità di 2/3 metri. Ne presi circa 2 kg, per non sprecarne. Per non annoiarmi, ero in ginocchio a riva a raccogliere le telline.
A un centinaio di metri da me c'erano due donne a prendere il sole come lucertole. Una di loro si alzò e iniziò a passeggiare nella mia direzione.
«Buongiorno», disse.
«Buongiorno», risposi.
«Che pesca?»
«Sì, prendo le telline. In questo periodo ce ne sono molte.»
«Oh, belle! E come si cucinano?»
Mentre parlavamo, entrò in acqua a un metro da me.
«Ti posso aiutare?»
«Ma certo, non c'è problema.»
Una mora dai capelli mossi, quarta di seno, leggermente cadente ma sodo, in topless e un tanga brasiliano che a malapena copre quel piccolo ciuffo.Il fatto che si spostasse a perorina, con il sedere a mollo, aveva allentato il suo costume, mostrando tutto.
In breve tempo riempimmo la bottiglia da due litri che mi ero portato. Le chiesi se avesse una bottiglia, così avremmo diviso il contenuto. Si chiamava Carla. Mentre si alzava, il costume le scese mostrando le sue grazie.

Uau, che fichetta e che culo

, dissi tra me. Si scusò e andò a prendere la bottiglia. Gli diedi anche qualche cozza per uno spaghetto, mi ringraziò e tornò dall'amica. Carla, originaria del borgo lì vicino, si era trasferita per amore a Brescia, ma dopo venti anni di matrimonio e due figli si era separata, come l'amica Lorena.
Per me era ora di rincasare, così mi preparai, raccolsi l'asciugamano e feci un cenno di saluto con la mano, che fu subito contraccambiato.
Quel pomeriggio, dopo la pennichella, dovetti masturbarmi per calmare i miei pensieri.
L'indomani, alle otto, ero già al mare. Entro in acqua e raccolsi qualche cozza, lumache di vari tipi, paguri e granchi.
Quando riemergevo, controllavo sempre lo zaino sulla riva e notai che Carla e Lorena stavano arrivando.
Si fermarono alla mia altezza, mi salutarono e mi fecero cenno che si sarebbero accampate lì. un cenno d'assenso.
Mentre tornavo a riva, raccolsi anche una ventina di cannolicchi: erano sdraiati lungo lo scalino della Rinella.
Si erano fatte le 9:30 e la pelle ne risentiva, così uscii dall'acqua. Carla aveva messo il suo asciugamano a mezzo metro dal mio e Lorena a una decina di metri.
Vedendo il retino mezzo pieno, Carla esclamò:

Uau! Il pescatore cuoco che intenzioni ha di fare?


Gli ingredienti li ho trovati, e anche abbondanti. Farò uno spaghetto allo scoglio

. Carla mi chiese se l'aiutavo a prendere un po' di telline; le erano piaciute tantissimo e mi mostrò la bottiglia.
Ci mettemmo a ridere e entrammo in acqua. La spiaggia era deserta; nei giorni infrasettimanali, su 4 km di spiaggia, non si arrivava a contare 10 ombrelloni.
Quella piccola onda che ci sbatteva tra le gambe mi eccitava, mentre a lei allentava il costume. Le suggerii di spostarci di tre o quattro metri, ma lei, alzandosi, lo perse.
Scocciata, disse:

E vaffanculo

, e se lo tolse. Poi, guardandomi, aggiunse:

Intanto, nel giro di un km non c'è nessuno

.
E ci mettemmo a ridere. Nei piccoli spostamenti ci muovevamo a pecorella e Carla scodinzolava come una cagnolina. Le feci notare che, oltre a eccitarmi, sulle dune alte c'erano quattro guardoni muniti di binocolo che si godevano lo spettacolo. Lei, in risposta, si mise a pecora con il sedere rivolto verso di loro e scodinzolò ridendo, ma notai che era preoccupata. Uscì dall'acqua, si avvicinò a Lorena che, voltandosi, si coprì subito indossò il costume e si coprì con un asciugamano, poi si unì a noi. Anche Carla fece lo stesso. Era ora di andare, per lo meno per me, ma Carla e Lorena mi seguirono. Carla mi chiese se nel pomeriggio fossi venuto al mare. Le risposi di no e così rinunciarono anche loro.

Oggi shopping

, disse Lorena. Ci scambiammo il numero di cellulare e Lorena mi diede anche il suo, sottolineando:

Se Carla non dovesse avere campo, ci sono io

. Mi accorsi che si erano spaventate per via di tutti quegli spettatori e gli consigliai la spiaggia davanti al campeggio. Era bella lo stesso, ma si trovava a 700 metri prima. Stavano diventando due negrette. La sera mi contattò Carla:

Domani in spiaggia

, mi disse.

Certo

, risposi,

e fatevi più belle

. Scoppiò a ridere. Io alle 8 ero già lì. Entravo subito in acqua a fare la mia spesa. Loro arrivavano sempre per le 9:30. Questa volta Lorena posizionò il suo asciugamano alla mia destra. Come esco? Dall'acqua, guardando Carla, le chiesi:

Telline?

.
Dopo due minuti eravamo in acqua a cercarle.
Le dissi di spostarsi di due metri, dove l'acqua era più bassa, e lei si mise subito a pecora scodinzolando. Feci l'ingenuo e le chiesi:

Provochi?

.
Ma non so, mi hai detto di spostarmi... Mi si annebbiò la vista, il mio pene era eretto e ragionavo con lui. La presi per i fianchi e la penetrai.
Venni insieme a lei e ci sdraiammo nell'acqua bassa.
Ci scambiammo qualche bacio, che venne interrotto scherzosamente da Lorena, che ci chiamò all'ordine e ci chiese a che punto fosse la raccolta delle telline.
Ci ridemmo tutti su e aggiunse che dalla platea era arrivato un applauso.
Carla sprofondò in un rossore unico e corse a vestirsi. Insistette con Lorena che voleva tornare a casa e così fecero. Si chiuse in casa per tre giorni senza rispondere al cellulare, ma grazie a Lorena riuscì a tirarla fuori dal suo stato emotivo. Quella mattina mi svegliai con una fame da lupi, arrivai al mare e mi diedi subito da fare. Alle 9:30 arrivarono Carla e Lorena; sembrava che la paura fosse passata. Le invitai a pranzo per l'impepata e ci mettemmo a fare anche un po' di telline tutti e tre per fare anche due spaghetti. Era il loro ultimo giorno, la sera sarebbero ripartite. Insistettero per mangiare da loro. Il pranzo fu ottimo e applaudirono al cuoco. Carla mi ha preso per mano e siamo andate in camera. Ci siamo riempiti di baci, poi ci siamo messi a 69, e ha goduto un sacco. Poi l’ho presa a pecorina e dopo mi ha cavalcato fino all'orgasmo. Siamo rimasti altri 5 minuti abbracciati e poi ci siamo salutati per il prossimo anno.

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