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HISTOIRE

vita vissuta quarta parte

by 6topy
Vu: 238 fois Commentaires 0 Date: 17-10-2026 Langue : Language

Sara rientra dalla sua solita uscita pomeridiana. È stranamente seriosa. Non parla molto. Si fa ora di cena e apparecchio la tavola. Mentre mangiamo mi lancia un foglietto pubblicitario. Lo leggo “Fiera d’Oltremare di Napoli. Internazionale del mercato al dettaglio”. La guardo e non so cosa dire. “Me lo ha dato Marcello”. E cosa devo fare? Mi ha detto che lui ci va per lavoro. Bene che ci vada. Sara si avvicina e si siede al mio fianco. “Mi ha chiesto se voglio andarci con lui.” La guardo perplessa: credo che sia pericolo, potrebbero vederti con un altro, lontano da casa, come potresti giustificare? Bè con tutta la gente che ci sarà figurati chi mi potrebbe vedere e poi ti sembra strano che due persone camminino vicine in una baraonda di altre persone? Marcello ci andrà domani che è sabato ed è il penultimo giorno, finirà domenica.
Le chiedo se le farebbe piacere andarci. Lei mi guarda sorniona e con un sorrisetto mi dice: SI. Vede la mia perplessità e si avvicina, si siede sulle mie gambe e mi bacia dolcemente l’orecchio. Capisco che vuole andare (deve andare secondo la volontà dell’amico). Poi, ancora, mi dice che sarebbero partiti il sabato mattina presto e sarebbero tornati la domenica pomeriggio. Sobbalzo dalla sedia facendo saltare anche lei. “Come due giorni con lui, lontana da casa?”. “Non se ne parla proprio”. Sara: è giusto che tu decida, se non ti fa piacere che io possa divertirmi, devi dirmi di no. Starò qui a casa con te. E si allontana andando in cucina. Ho lo stomaco sottosopra. Mai ero stato in quella situazione. Mi alzo e la raggiugo. L’abbraccio forte: hai tanto desiderio di andarci? Mi guarda con gli occhi semi chiusi e non risponde. Allora, con lo stomaco che mi si è stretto, le dico: allora va bene. Saltella per tutta la casa. E’ una gazzella. Afferra il telefono e lo chiama: vengo anch’io a Napoli. Dall’altra parte sento una corposa risata. Lascia la cena intatta e corre di sopra a prepararsi. Rimane in bagno 2 ore. Io la depilo per bene e la massaggio con il guanto di crine; l’aiuto a preparare la valigia ( si porta quasi un armadio). La nottata, ovviamente, trascorre lenta e con il pensiero fisso di lei che va via. Arriva mattina, Sara si sveglia ben presto e in fretta si agghinda a dovere, in attesa del suo moroso. Sento l’auto arrivare e scendo portando la valigia. Marcello rimane in auto e Sara, datomi un frettoloso bacio di saluto e chiarendomi che mi avrebbe messaggiato, sale in macchina dove bacia appassionatamente il suo amico. Carico la valigia nel bagagliaio e partono. Mi giro intorno cercando sollievo a questa nuova e strana situazione di solitudine.
Sara mi ha poi raccontato che:
arriviamo presto a Napoli perché il sabato non c’è traffico. Andiamo in albergo per il checkin e di corsa raggiungiamo la fiera. Giriamo spensierati fra i banchi e di tanto in un bacio rubato fra gli scaffali. Siamo nel padiglione dell’intimo. Io giro curiosando i perizomi quando intravedo, fra la gente, che Marcello si saluta con un uomo. Parlano e sorridono. Si danno pacche sulle spalle. Li raggiungo e qui Marcello, con un sorriso smagliante, mi presenta a Giovanni. Suo grande amico di vecchia data. Suo coetaneo. Immobiliarista. Giovanni ti presento Sara la mia fidanzata. Mai mi aveva appellato in questo modo. Percepisco un moto di orgoglio nelle parole e nei modi di atteggiarsi del “mio fidanzato”.
Giovanni, non bellissimo ma estremamente maschio, capelli brizzolati (sale e pepe), fisico tonico (frutto di palestra) molto galantemente, mi stringe la mano e mi dedica un sorriso apertissimo, con gli occhi verde acquamarina che mi penetrano, che quasi mi spogliano. Ci diamo appuntamento per il pranzo da consumare in Fiera. Giovanni ci saluta e Marcello va a discutere con altri rivenditori mentre io passeggio fra le esposizioni. C’è un bellissimo completino intimo: pizzo bianco; molto elegante. Mi deciso di provarlo. Vado in cabina e lo indosso. Mi sta bene. Mette bene in risalto il culetto. All’improvviso si apre la porta dello spogliatoio. E’ Giovanni che mi sorride e mi dice: sei tu che dai bellezza al comp0letino. Sono imbarazzata. Mi prende una mano e mi fa girare su me stessa per guardarmi tutta. “Meraviglioso. Se permetti te lo regalo io. Non puoi non indossarlo”. Sto per rifiutare che Giovanni scompare richiudendo la porta. Mi tolgo il completino e riappare Giovanni. Rimango interdetta. Lui, in silenzio, richiude la porta alle sue spalle e gli da due mandate. Mi solleva di peso e mi stringe forte. Quasi mi manca l’aria. I miei occhi sono a livello dei suoi. Mi scrutano e mi “penetrano”. Mi bacia sulle labbra. Mi lascia scivolare lentamente facendomi sentire il suo membro duro. Si slaccia il pantalone e lo tira fuori. Notevole. Duro, nodoso e con una bella capocchia (non come Marcello) ma è un cazzo di tutto rispetto. Non parla ma agisce. Mi fa imboccare il membro ed io, in catalessi, lo pompino delicatamente. Gli piace il servizio perché si contorce: “sapevo che eri brava con la bocca”. Si ricompone (senza sborrare) ed insieme usciamo dal camerino senza farci notare. Compra per me il completino e raggiungiamo Marcello per il pranzo. Non riesco a non pensare all’accaduto e alterno lo sguardo fra Marcello e Giovanni. Dopo pranzo rientriamo tutti e tre in albergo. Sebbene Giovanni alloggi nell’albergo vicino insiste per “bere qualcosa insieme” in albergo da noi. In camera, nel salottino, abbiamo alcolici e analcolici. I due bevono e ridono e parlano stando sul divano. Io sistemo la valigia nella camera da letto. Sento all’improvviso silenzio, mi affaccio e non li vedo. Mi preoccupo. All’improvviso ricompaiono, nudi, con i cazzi in bella mostra e che si menano. Mi blocco. Marcello mi si avvicina e mi bacia in bocca. Giovanni mi viene di spalle e mi bacia sul collo. Svengo, quasi. Mi sollevano e mi portano sul letto. Sono ad occhi chiusi. Sento la lingua di uno dei due che mi lubrifica la patatina mentre l’altro mi fa imboccare il cazzo (capisco che è Giovanni per la misura). Marcello si stende sul letto, mi solleva e mi fa adagiare sul cazzone duro e voglioso. Giovanni mi è alle spalle e mi poggia il suo arnese sul culetto. Ho il cuore che mi pompa il sangue a mille, la testa mi gira e mentre gira i cazzi entrano insieme. Mai avevo provato tanto godimento. I due mi stantuffano ritmando l’entrata e l’uscita fra loro. Godo una volta sborrando una colata bianca. I chiavatori continuano a martellare, sempre più decisi. Marcello mi mantiene per i fianchi e Giovanni per le spalle. Non ho possibilità di scappare (non voglio scappare). Aumentano il ritmo. Io sborro ancora e, ora, tocca a loro. Si sfilano, mi fanno distendere sul letto, e mi riempiono della loro crema, calda e appiccicosa. Giovanni ci saluta e se va. Noi rimaniamo ancora un po’ sul letto, abbracciati e soddisfatti. “Ti è piaciuta la chiavata? Giovanni è mio buon e fidatissimo amico.”
Gli sorrido. Ci prepariamo per la cena e per il dopo cena. Cena sul terrazzo dell’albergo e poi in giro per la città fino a notte inoltrata. Rientriamo per la notta, per la verità quello che resta della notte. All’indomani ritorniamo alla Fiera e gironzoliamo di qua e di là; incontrando altri commercianti ai quali Marcello mi presenta sempre come fidanzata. Per il pranzo raggiungiamo un ristorante sul mare. Bellissimo. Cibo di qualità. Rientriamo in albergo e sistemati le ns cose ci riavviamo verso casa. È già buio e, solo ora, mi sono ricordata, di non aver scritto nessun messaggio a Daniele. Meglio tardi che mai. “Ciao amore, tutto bene, stiamo tornando”. Non ricevo risposta. Daniele sarà nero. Siamo nei pressi di casa e, in fondo al viale, riconosco la sagoma del mio lui. Scendo e gli vado incontro con un sorriso smagliante “hai ragione, non ti messaggiato, ma l’ho fatto apposta. Ti sei eccitato al pensiero che ero sola con lui, vero?. Mio bel cornutone eccomi ancora da te”. Gli tocco la patta: è duro, sta per esplodere. Marcello scende la valigia. Mi si avvicina e mi bacia “ciao amore ti chiamo domani”. E rivolto a me “te l’ho riportata sazia e aperta. E poiché ti voglio ringraziare per la tua disponibilità ti voglio fare un regalo. Preparami una cena a base di pesce per mercoledì prossimo e fatti trovare vestita da troia. Fatti aiutare da Sara”. Detto questo si rimette in auto e parte.

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